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19-02-2019
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DECRETO LEGGE 28 MARZO 2014, N. 47

DECRETO LEGGE 28 MARZO 2014, N. 47 - MISURE URGENTI PER L'EMERGENZA ABITATIVA, PER IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI E PER L'EXPO 2015 (G.U. N. 73 DEL 28.3.2014)

Norma in vigore dal 29 marzo 2014

Art. 5 - lotta all'occupazione abusiva di immobili

Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.

Al fine di fornire qualche utile indicazione a tutti gli operatori anagrafici, alle prese con l'ennesima modifica normativa calata dall'alto come un'autentica doccia fredda e, per di più, ideata dal Ministero delle infrastrutture, senza nemmeno il "concerto" con il Ministero dell'interno che ha la competenza esclusiva in materia anagrafica..., si esprimono le seguenti valutazioni, molto sintetiche e, soprattutto, concrete e operative.

E' evidente che una norma di questo tipo, che coinvolge direttamente o indirettamente diritti fondamentali delle persone, costituzionalmente garantiti, meriterebbe una lunga analisi e un ampio commento giuridico e sociale. Si potrebbe anche fare un po' di facile ironia sulle conoscenze giuridiche dell'autore della norma, ricordandogli, per esempio, che nel nostro ordinamento giuridico la "residenza" non si chiede (basterebbe leggere l'art. 43 del codice civile), caso mai si chiede l'iscrizione anagrafica o si dichiara la propria residenza.

Si potrebbe ricordare a chi ha scritto questa norma (speriamo non ne scriva mai più... nell'interesse del diritto!) che con con quattro righe scritte male è riuscito nell'impresa titanica di violare, in ordine decrescente:

  • la Costituzione (artt. 3 e 16; ma probabilmente anche l'art. 2 e buona parte degli articoli del Titolo II" "Rapporti etico-sociali", date le gravi conseguenze della negazione del diritto all'iscrizione anagrafica);
  • il diritto comunitario (il diritto di circolazione e stabilimento nel territorio dell'Unione da parte dei cittadini comunitari è previsto dal diritto comunitario, in particolare dalla Direttiva 2004/38/CE, che prevale sul diritto nazionale e che non prevede limitazioni al diritto di residenza legate alle caratteristiche degli immobili);
  • i principi fondamentali della legge n. 241 del 1990 (viene violato platealmente il principio di proporzionalità; con questa norma è come se chi ruba una mela fosse condannato alla pena di morte!);
  • il principio fondamentale della legge anagrafica, che prevede il diritto-dovere di iscrizione anagrafica di tutte le persone regolarmente soggiornanti in Italia.

Malgrado questo, la norma è pienamente in vigore, anche se si spera e si auspica vivamente che venga soppressa o, quanto meno, radicalmente modificata in sede di conversione in legge.

Definizione di "immobile" (art. 812 del Codice civile)

Premesso che una "sorgente", un "corso d'acqua", un "albero" non dovrebbero essere luoghi di dimora abituale e, quindi, di nessun interesse ai fini dell'iscrizione anagrafica, per "immobile" si intende:

  • il suolo
  • qualsiasi edificio
  • qualsiasi altra costruzione, anche se unita al suolo a scopo transitorio
  • tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo

Attenzione: anche il "suolo" è un bene immobile, indipendentemente dal fatto che vi sia un edificio o un'altra costruzione sopra di esso; pertanto, l'art. 5 del D.L. n. 47 del 28.3.2014, si applica anche a coloro che occupano abusivamente il suolo, pur senza abitare in alcun "edificio" o "altra costruzione".

Il significato di "occupazione abusiva senza titolo"

Su questo, la norma (tanto per cambiare...) non è chiara e non consente di dare una risposta certa alla seguente domanda: la disposizione si riferisce anche alla mancanza del titolo edilizio, oppure solo alla mancanza di un titolo di possesso (proprietà, affitto, comodato, usufrutto)?

Maggiori certezze si possono avere sul fatto che le condizioni igienico sanitarie dell'immobile, di per sè, senza un'ordinanza o un decreto del sindaco che determini lo stato di occupazione abusiva dell'immobile, non possono rientrare nel concetto di "abusivismo".

Il nostro consiglio, anche al fine di rendere concretamente applicabile questa disposizione, è quello di restare strettamente ancorati alla "lettera" della norma, che usa l'espressione: "Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo".

Dunque, il legislatore ha inteso colpire l' OCCUPAZIONE che, messa in correlazione con la residenza, non può che essere intesa come "ABITAZIONE"; pertanto, in mancanza di diversa disposizione ministeriale, possiamo interpretare la norma nel senso che:

  • occupano abusivamente un immobile tutti coloro che vi abitano senza titolo di proprietà o di possesso (locazione, comodato, usufrutto).

Persone senza fissa dimora

Questa norma NON riguarda l'iscrizione delle persone senza fissa dimora, in quanto:

  •  il diritto all'iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora è legato al "domicilio" e cioè ad un "interesse" nel comune; l'interesse non solo non è un immobile, ma addirittura è un bene immateriale;
  • le persone senza fissa dimora non hanno alcun legame con un immobile di residenza; anzi, NON hanno alcuna "residenza", in quanto non hanno dimora abituale.

Pertanto, le persone senza fissa dimora continueranno ad essere iscritte nella via territorialmente inesistente, sulla base del requisito del "domicilio".

Piuttosto, c'è il rischio che gli ufficiali d'anagrafe, in certi casi, si vedano costretti ad iscrivere nella via fittizia anche coloro che occupano abusivamente un immobile, mentre invece, in base ai principi fondamentali della legge anagrafica, dovrebbero essere iscritti nel luogo di dimora abituale, e cioè nell'immobile occupato abusivamente.

Effetti dell'iscrizione anagrafica in immobili occupati abusivamente senza titolo

Il provvedimento di iscrizione in tali immobili, adottato dopo il 28 marzo 2014 (dal giorno 29 compreso in poi) è nullo per legge! Pertanto l'ufficiale d'anagrafe non dovrà adottare alcun provvedimento di annullamento, bensì un diverso provvedimento con il quale riconosce e dichiara la nullità dell'iscrizione. Gli effetti, sostanzialmente, sono gli stessi del provvedimento di annullamento; pertanto, se si tratta di iscrizione per provenienza da altro comune o dall'Aire, la nullità del provvedimento di iscrizione produrrà il ripristino automatico della precedente iscrizione.

Come cambia il procedimento di iscrizione anagrafica?

Si consiglia di non alterare il modulo di domanda predisposto dal Ministero dall'interno. L'ufficiale d'anagrafe, al momento di ricevere la domanda di iscrizione dovrà evitare, possibilmente, che l'iscrizione stessa sia nulla ai sensi dell'art. 5 del D.L. n. 47/2014. A tal fine, potrà chiedere l'esibizione della documentazione idonea a dimostrare la sussistenza del titolo di possesso, oppure potrà avvalersi di una autodichiarazione resa ai sensi dell'art. 47 del DPR n. 445/2000 (a nostro parere, è consigliabile questa seconda soluzione). In questo caso, si dovranno applicare le disposizioni dell'art. 71 dello stesso DPR n. 445, che prevede l'obbligo di "effettuare idonei controlli, anche a campione e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive". Resta inteso che una iscrizione anagrafica nulla ex lege potrà essere eccepita e fatta valere in qualunque tempo e da chiunque ne abbia interesse.

Al fine di agevolare gli ufficiali d'anagrafe, si allegano alcuni moduli, appositamente predisposti dalla docente Anusca, dott.ssa Noemi Masotti; tale modulistica, nel caso in cui si decida di applicare la normativa sull'autocertificazione, può ritenersi idonea e sufficiente ai fini di una corretta applicazione della nuova normativa.

  1. Allegato 1
  2. Allegato 2
  3. Istruzioni ANUSCA

L'eventuale domanda di iscrizione anagrafica, priva di idonea documentazione o, in alternativa, di autocertificazione, dovrà essere dichiarata dall'ufficiale d'anagrafe: "irricevibile" (o "inammissibile"), ai sensi e con le modalità di cui all'art. 2 della legge n. 241/1990. 

Considerazioni finali

La disposizione dell'art. 5 del D.L. n. 47 del 2014, a prescindere dalle ragioni che ne hanno suggerito l'introduzione, è una norma molto pericolosa, in grado di scardinare i più elementari principi della convivenza civile; chi l'ha scritta non conosce l'anagrafe ma, soprattutto, non conosce gli effetti della "NON" iscrizione anagrafica; basterebbe considerare che chi non è iscritto all'anagrafe:

  • non ha diritti elettorali;
  • non ha diritti sanitari;
  • non ha diritti sociali;
  • non ha diritti civili e personali (nemmeno all'identità, e quindi, al "nome");
  • in una parola, chi non è iscritto all'anagrafe NON ESISTE (esiste fisicamente, ma non giuridicamente).

Anche per questo motivo, ma, soprattutto per il fatto che la norma vieta l'iscrizione nell'immobile occupato abusivamente, ma non intacca minimamente il diritto all'iscrizione anagrafica di coloro che occupano abusivamente un immobile, l'ufficiale d'anagrafe, anche dopo la norma in oggetto, non potrà mai "negare" in assoluto il diritto all'iscrizione anagrafica, che resta, per tutti i residenti aventi diritto ai sensi della legge n. 1228/1954, un diritto assoluto e inalienabile; la norma si limita a non consentire l'iscrizione anagrafica all'indirizzo corrispondente all'immobile occupato abusivamente.

Pertanto, queste persone non aventi diritto all'iscrizione nel luogo di dimora abituale in quanto da loro occupato abusivamente, dovranno restare iscritte nel luogo di provenienza (precedente residenza) o, se non vi sono alternative, come extrema ratio, potranno essere iscritte in una via fittizia al pari delle persone senza fissa dimora.

L'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea (che non è parificabile ad una iscrizione anagrafica) può essere una soluzione legittima, ma solo per coloro che mantengono l'iscrizione in Apr in altro comune o in altra abitazione.